Inizio, cambiamento e continuum

All’inizio di un nuovo anno abbiamo tutti bisogno di fare progetti e crearci nuovi obiettivi. Abbiamo bisogno di sentire la forza rigenerante del cambiamento, di cercare nuovi stimoli e di sentirci meno statici. Affrontare il nuovo anno come un nuovo inizio è molto positivo.

Io comincio a pensarci a novembre e sento nell’aria come un’energia che mi proietta già verso una nuova avventura. Intravedo all’orizzonte nuove spiagge di approdo, nuovi luoghi da esplorare. Mi travolge la voglia di mettermi in gioco ancora, per l’ennesima volta, in progetti che mi diano entusiasmo e vitalità.

Al traguardo dei miei 60 anni mi ritrovo a vivere nuove sfide con maggiore forza e consapevolezza. Questa voglia crescente di rinnovamento non è più cambiamento, non è più volontà di dare un senso, ma è diventata continuazione, in una evoluzione continua dove l’inizio si confonde con la fine. Questa consapevolezza fluisce in un senso più ampio dell’esistenza.

Da un po’ e in particolar modo quest’anno, mi sono chiesta cosa volessi cambiare nel 2019 e la risposta è stata: “nulla di sostanziale”. Il cambiamento che voglio affrontare, il mio nuovo inizio, è quello di assaporare con maggiore pienezza quello che sto già facendo come se fosse la prima volta, come se fosse l’inizio di qualcosa di nuovo.

Il nostro bisogno di iniziare qualcosa penso derivi dalla necessità di uscire dalla “routine”. Abbiamo un concetto troppo riduttivo di routine, gli abbiamo attribuito un carattere negativo che non riusciamo a scrollarci di dosso. La routine è il continuum della nostra esistenza dove possiamo ogni giorno iniziare a non dare per scontato quello che facciamo.

La sfida è riprendere in mano la nostra vita, siamo noi gli eroi della storia della nostra esistenza e spetta a noi dargli un significato. Quello che facciamo è espressione di noi stessi, della nostra identità, per questo possiamo assaporare la nostra routine come qualcosa di speciale.

Il sociologo Francesco Alberoni in un articolo del Corriere del 2007 inizia dicendo: “I giornalisti, quando mi intervistano, mi chiedono sempre “Come è cambiato l’amore?” perché è solo il cambiamento che fa notizia. Se una cosa non cambia, non c’è nulla da dire perché lo sai già. Ma è vero? Anche in amore?”

Penso che sentire la passione per cose nuove sia molto bello e importante, ma provare la stessa passione nel qui e ora, nella nostra quotidianità è ancora più entusiasmante e ci arricchisce ancora di più a livello personale. Ogni giorno per me è un inizio, incontro persone con cui mi confronto, grazie alle quali rifletto, penso, cambio opinione e imparo qualcosa di nuovo. Alla sera torno a casa cambiata, rinnovata e sono pronta ad iniziare la mattina seguente una nuova giornata che è “un nuovo inizio nel fluire della mia esistenza”.

Tiziana Recchia
24/01/2019 • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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